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Chiesa arcipretale di san Lorenzo

Cenni storici

La facciataDella forma e delle estensioni delle chiese antiche non si conosce nulla; la prima chiesa, attestata fin dall'anno 852, doveva sorgere più a nord, in prossimità della Cappella dei Morti di san Lorenzo. La chiesa successiva fu ricostruita più a valle, forse dopo le distruzioni operate dai milanesi nel 1137.

Le prime caratteristiche descrittive della chiesa nuova risalgono al 1470, ma fanno cenno soprattutto ai paramenti liturgici ed anche nei documenti degli anni successivi le informazioni fanno riferimento alla dotazione sacra, dalle quali si ricava che la chiesa era particolarmente ricca di calici, turiboli, candelieri, pianete, tessuti preziosi, croci.

Nel 1599, tuttavia, doveva essere in rovina se quattro rappresentanti della Comunità con in testa il console Giorgio de Bonanonijs assumevano, di fronte al vescovo Cesare Speciano, l'impegno di ricostruire l'edificio. La ricostruzione terminò negli anni 1615-1616 e doveva essere, secondo le indicazioni dettate dal vescovo, dotata di altare maggiore affiancato da cappelle minori, la sacrestia a mezzogiorno, una cappella per il battistero a sinistra dell'ingresso principale, altari laterali.

Interventi sono documentati nel 1775 con il rifacimento della sacrestia, e nel 1785 con la dotazione del nuovo altare e balaustra con pilastrini. Agli interventi di riparazione del terremoto del 1802 seguì l'installazione dell'organo Serassi ed un nuovo pulpito.

Il campanileMa nell'Ottocento la popolazione del paese era cresciuta notevolmente, da 800 a 1.500 abitanti e già nel 1838 si paventò la possibilità di ampliare l'edificio, secondo un progetto dell'architetto Carlo Brilli di Cremona, poi non compiuto per le scarse disponibilià economiche della parrocchia.

Il progetto di Carlo Brilli, tuttavia, ispirò nel 1855 l'architetto Francesco Formaggini cui fu affidato un nuovo piano che prevedeva l'allungamento di due campate a partire dalla facciata, la costruzione di cappelle laterali e, su richiesta della popolazione, il rifacimento del campanile. All'atto pratico le fondamenta della chiesa seicentesca si rivelarono deboli e poco profonde per cui si finì per operare un pressoché totale rifacimento, con aumento rilevante delle spese. I lavori si protrassero dal 1857 al 1859, anno della consacrazione del vescovo Novasconi.

Più complesse le vicende del campanile che le autorità volevano distaccato dalla chiesa - aveva anche una funzione civica - in contrapposizione alle volontà dell'arciprete Tosi: nel 1863 si arrivò ad un compromesso con il campanile lievemente distaccato dalla canonica da un stretta intercapedine.

Tra il 1865 ed il 1875 si mise mano al vecchio organo Serassi ad opera di Angelo Amati di Pavia e Pacifico Inzoli di Crema. Nel 1892 fu collocata la nuova statua di san Lorenzo, nel 1900 venne decorato il presbiterio, decorazione poi estesa entro il 1908 all'intera navata per mano del pittore Egidio Camminada e dello stuccatore Pietro Tinelli; nel 1904 fu completato l'altare del Crocifisso. Tra il 1949 ed il 1951 furono eseguite le vetrate policrome raffiguranti episodi della vita di Cristo, realizzate a Brescia su disegno del pittore Vittorio Trainini.

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La visita

L'edificio si presenta in posizione lievemente sopraelevata rispetto agli edifici circostanti: la facciata è in stile classico con quattro grandi lesene in stile ionico che sorreggono una trabeazione con scritta: MARTYRI LAURENTIO PATRONO. La trabeazione è sovrastata dal grande timpano triangolare con le tre statue dell'Immacolata, di san Lorenzo e san Carlo, opera di Luigi Cocchi di Milano del 1858.

Il campanile è diviso in più ordini dei quali quello inferiore è a bugnato. Il secondo ordine presenta tra incorniciature delle feritorie e l'orologio. Il terzo ordine è la cella campanaria con finestre a tutto sesto, il quale sorregge un motivo a mensoloni. Termina il tutto una piccola struttura poligonale con balaustra sormontata da cuspide conica.

La statua dell'ImmacolataLa statua di san Lorenzo

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Osservando le mappe catastali

Si pubblicano qui di seguito gl estratti di due mappe catastali. Quello di sinistra rappresenta il paese nella situazione negli anni 1855-1857 nel quale è ben evidente la vecchia chiesa, più corta. A destra l'estratto dalla mappa catastale degli anni 1868-1884 dove si nota la pianta della nuova chiesa alungata.

Estratto dalle mappe catastali degli anni 1856-1857Estratto dalle mappe catastali degli anni 1868-1884

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Bibliografia

  • Rielaborazione dal volume Genivolta, promosso dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Casalmorano, a cura di Valerio Guazzoni e testi di Angela Bellardi Cotella, Ardea Ebani, Andrea Foglia, Edoardo Guazzoni, Valerio Guazzoni, Michela Mazzolari, Alessandro Noci, Giuseppe Noci, Giuseppe Pontiroli, Francesca Riva, Arti Grafiche Rossi, Soresina, 1987.

 

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