Comune di Genivolta

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Comune di Genivolta
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26020 Genivolta (CR)

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Cenni storici

Fino al 1757

Il territorio superiore cremonese in una cartografia d'epocaInsediamento già di origine romana, il toponimo di Iovisalta è attestato dal sec. IX, mentre alla fine del secolo X è certa la presenza di una struttura fortificata (castrum); il castrum e le sue pertinenze erano sottoposte alla giurisdizione vescovile e dal X secolo in poi è attestata la presenza di un palazzo del vescovo.

È probabile che nel 1191 il comune di Cremona accordasse privilegi agli abitanti del luogo, costituendo il borgo franco di Genivolta.

Nel 1451 Genivolta è menzionato tra la terre, le ville e i luoghi “que nunc obediunt civitati Cremone”, afferenti alla Porta Pertusio. Nel 1409 Cabrino Fondulo, impadronitosi della località, nominò un governatore militare. Nel 1468 i procuratori eletti dalla comunità giurarono fedeltà a Galeazzo Sforza.

Genivolta (o Zenivolta) è citato tra i comuni del Contado di Cremona nel 1562 (”Repertorio delle scritture dell’abolito Contado”) ed elencato sempre tra i comuni del Contado nel 1634. Nel “Compartimento territoriale specificante le cassine” del 1751 Genivolta era una comunità della provincia superiore del Contado cremonese, dato confermato anche dalle risposte ai 45 quesiti della giunta del censimento, datate 1751. Dalle risposte ai 45 quesiti emerge che il comune, non infeudato, era amministrato dal consiglio generale, costituito dai possessori di pertiche iscritte all’estimo rurale, che si riuniva una volta all’anno per pubblicare il riparto delle tasse e per eleggere il deputato, rappresentante di coloro che pagavano la tassa sui terreni; l’agente della Mensa vescovile eleggeva invece il deputato rappresentante di coloro che pagavano la tassa personale. La comunità nominava anche il cancelliere al quale era affidata la redazione delle pubbliche scritture e la custodia dei documenti del comune e il tesoriere, eletto al pubblico incanto per tre anni, al quale spettava l’esazione dell’imposta reale (cioè calcolata sul perticato). L’agente della mensa vescovile eleggeva invece il tesoriere che riscuoteva la tassa personale.

Alla metà del secolo XVIII il comune era sottoposto alla giurisdizione del podestà di Cremona e il console prestava giuramento alla banca criminale della provincia superiore della curia pretoria. All’epoca la comunità contava 700 anime.

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Dal 1757 al 1797

Nel compartimento territoriale dello Stato di Milano, pubblicato con editto del 10 giugno 1757, risulta inserito nella delegazione IV della provincia superiore di Cremona. Al comune di Genivolta fu unita la comunità di Dosso Stelluzzo (editto 10 giugno 1757).

Nel compartimento territoriale della Lombardia austriaca, pubblicato con editto del 26 settembre 1786, apparteneva alla delegazione IV della provincia di Cremona. Al comune di Genivolta era aggregata anche la frazione di Dosso Stelluzzo (editto 26 settembre 1786 c).

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Dal 1798 al 1815

Il territorio di Genivolta in una carta degli inizi del XIX secoloSecondo la legge emanata in data 1° maggio 1798 Genivolta con Dosso Stelluzzo (così nel testo) era uno dei comuni del distretto 16 di Soresina del dipartimento dell’Alto Po (legge 12 fiorile anno VI b).

Secondo la legge emanata in data 26 settembre 1798 Genevolta con Dosso Stellazzo era uno dei comuni del distretto XI di Soncino del dipartimento dell’Alto Po (legge 5 vendemmiale anno VII).

Secondo la compartimentazione della Repubblica Cisalpina pubblicata con la legge emanata in data 13 maggio 1801 Genevolta con Dosso Stellazzo era uno degli 81 comuni del distretto II di Crema del dipartimento dell’Alto Po (legge 23 fiorile anno IX).

Con decreto datato 8 giugno 1805 il comune di Genivolta (non è citata la frazione di Dosso Stellazzo), in applicazione della legge del 24 luglio 1802 e in virtù dei 855 abitanti, fu classificato come comune di III classe e era uno dei comuni del cantone III di Soresina del distretto II di Crema del dipartimento dell’Alto Po (legge 24 luglio 1802; decreto 8 giugno 1805 a).

In base al compartimento entrato in vigore dal 1° gennaio 1810, pubblicato in seguito alle concentrazioni dei comuni avvenute in attuazione del decreto 14 luglio 1807 nel comune denominativo di Genivolta non furono concentrati altri comuni. Il comune aveva una popolazione complessiva di 733 abitanti (decreto 14 luglio 1807; decreto 4 novembre 1809).

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Dal 1816 al 1859

Il territorio superiore cremonese in una cartografia del 1860Con l'attivazione dei comuni in base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto, Genivolta con Dosso Stelluzzo faceva parte del distretto III di Soresina della provincia di Cremona (notificazione 12 febbraio 1816).

In forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde, Genivolta con Dosso Stellazzo era un comune con convocato del distretto III di Soresina (notificazione 1 luglio 1844).

Nel 1853 Genivolta con Dosso Stellazzo, comune con convocato e una popolazione di 1398 abitanti, apparteneva al distretto VI di Soresina della provincia di Cremona (notificazione 23 giugno 1853).

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Dal 1859 ad oggi

Il territorio di Genivolta verso la fine del XIX secoloIn seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Genivolta con 1.539 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nal mandamento IV di Soresina, circondario I di Cremona, provincia di Cremona.

Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 1.612 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1867 il comune risultava incluso nello stesso mandamento, circondario e provincia (Circoscrizione amministrativa 1867). Popolazione residente nel comune: abitanti 1.624 (Censimento 1871); abitanti 1.701 (Censimento 1881); abitanti 1.926 (Censimento 1901); abitanti 2.186 (Censimento 1911); abitanti 2.279 (Censimento 1921).

In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. Popolazione residente nel comune: abitanti 2.260 (Censimento 1931); abitanti 2.309 (Censimento 1936).

In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946 il comune di Genivolta veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Popolazione residente nel comune: abitanti 2.515 (Censimento 1951); abitanti 1.867 (Censimento 1961); abitanti 1.473 (Censimento 1971). Nel 1971 il comune di Genivolta aveva una superficie di ettari 1.867.

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Bibliografia

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