Cappella dei Morti di san Lorenzo

La piccola cappella dei Morti di san Lorenzo è posta su un dosso lungo la strada per Soncino, nel luogo dove secondo la tradizione (supportata da alcuni ritrovamenti archeologici) si trovava l'abitato antico e il monastero di monache claustrali.

È accertato che attorno al 1212 un dominus Otobellus clericus monasterii Santi Laurentii veteris de Iovisalta acquistava cinque pertiche di terra nella curtis di Genivolta a nome della badessa Gentia. Il monastero era dedicato a Sancti Laurentii veteris e quel veteris potrebbe indicare una chiesa arcipretale già abbandonata - probabilmente a causa delle gravi devastazioni compiute dai milanesi nel 1137 -  a favore del nuovo insediamento.

Il vecchio edificio ecclesiale diventava, quindi chiesa conventuale: tuttavia è noto che dopo soli 44 anni dalla fondazione le monache abbandonarono il monastero per trasferirsi a Cremona. Forse il luogo non risultò troppo tranquillo per la vita claustrale o forse accaddero eventi bellici.

Un verbale del 1521 redatto in occasione delle visita pastorale del vescovo Girolamo Trevisani parla della presenza a Genivolta di sei chiese, alcune delle quali in rovina e tra queste la chiesa di San Lorenzo monialum della quale non rimanevano che rovine e fondamenta.

La cappella in una foto'epoca
La cappella in una foto antecedente alla ristruttuazione del 1988.
Scorcio del retro della cappella prima della ristruttuazione
Scorcio del retro della cappella prima della ristruttuazione.

La cappella attuale risale al XVIII secolo e si tratta di un piccolo edificio a pianta quadrata cui si sale tramite una breve scalinata; ha una facciata a spioventi con un'incorniciatura a stuccco che conteneva, un tempo, un affresco votivo. All'interno sulla parete di fondo conserva un affresco raffigurante un Compianto sul Cristo, opera di autore ignoto e databile alla fine dell'Ottocento.

Nella seconda metà del Novecento la cappella cadde in un pauroso stato di degrado: nel 1988, grazie all'interessamento della Cassa Rurale Artigiana di Casalmorano, ne fu promosso un restauro che portò splendore ad una costruzione da considerarsi non solo edificio di culto ma anche traccia della memoria storica del paese.

La cappella, oggi
La cappella, oggi.
la fscciata
La facciata e la scalinata d'accesso.

Bibliografia

  • Autori vari: Genivolta, Arti Grafiche Rossi, Soresina, 1987.
  • Autori vari: Itinerari d'arte e di fede tra Adda, Oglio e Po, Arti Grafiche Rossi, Soresina, 1994, scheda della cappella a cura di Valerio Guazzoni.
 Ultimo aggiornamento: 28/01/2019


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